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Leggete un libro insieme al vostro bambino.

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Tra le tante occasioni per passare del tempo con il proprio bambino quella di leggere un libro insieme a lui risulta particolarmente ricca e piacevole.
Leggere al bambino rende più intensi i rapporti affettivi tra il genitore che legge o racconta ed il bambino che ascolta; favorisce lo sviluppo del linguaggio, arricchisce la memoria e stimola la fantasia. In sintesi, accresce le capacità dei genitori ed è per lui un forte stimolo cognitivo.


Sul territorio nazionale è diffuso il Progetto "Nati per Leggere", che si pone come obiettivo la promozione della lettura in famiglia sin dalla nascita coinvolgendo pediatri e bibliotecari, ai quali è possibile rivolgersi per scegliere i libri più adatti fra le tantissime pubblicazioni disponibili. Anche frequentare la biblioteca con il bambino si dimostrerà un'abitudine gradevole, stimolante e fruttuosa.
Leggere una storia, ogni giorno o comunque con continuità, non deve trasformarsi in un peso aggiuntivo durante la giornata ma, anzi, dev'essere un'esperienza piacevole innanzitutto per i genitori: solo così lo diventerà anche per il bambino.
È importante specificare che tablet e smartphone non sostituiscono l'esperienza della lettura, e il loro utilizzo necessita di dovute precauzioni.    
 

Lo sapevi?

 
Diversi studi hanno approfondito gli effetti positivi della lettura in famiglia, realizzata spesso (quasi tutti i giorni della settimana) e precocemente (a partire già dai sei mesi di vita), evidenziando che essa calma, rassicura e consola.

 

Inoltre, rafforza il legame affettivo tra il genitore che legge e il bambino che ascolta: il bambino piccolo ha bisogno di affetto e tenerezza come di conoscenza, e l’intimità che si crea condividendo la lettura di un libro rappresenta un terreno ideale per promuovere le sue capacità di comprendere meglio il mondo che sta dentro e fuori di lui.

La lettura favorisce anche lo sviluppo cognitivo del bambino; alimenta nei bambini il desiderio di imparare a leggere e l’amore per i libri, le parole, le storie; favorisce lo sviluppo del linguaggio verbale. Dal momento che porta il bambino piccolo a confrontarsi con le parole scritte, favorisce la capacità di comprendere la lettura di un testo e l’apprendimento della lettura una volta a scuola.

È importante specificare che tablet e smartphone non sostituiscono l’esperienza della lettura.

 

Società scientifiche hanno raccomandato di non utilizzare dispositivi multimediali con i bambini sotto i 2 anni di età, durante i pasti, nell’ora prima di coricarsi; meglio evitare anche di offrirli in luoghi pubblici al solo scopo di tenere il bambino tranquillo. Si consiglia inoltre di evitare programmi ad alto ritmo ed app con contenuti distraenti o violenti, preferendo invece la programmazione di alta qualità ed adatta all’età, da condividere con un adulto di riferimento. In questo modo si promuovono l’apprendimento e le interazioni. Si suggerisce inoltre di limitare l’esposizione ai media device a meno di 1 ora al giorno nei bambini di età compresa tra 2 e 5 anni e di confrontarsi con il pediatra o un altro operatore rispetto a qualsiasi dubbio. Infine, va ricordato che i bambini sono grandi imitatori, perciò i genitori dovrebbero limitare essi stessi l’uso dei dispositivi per dare il buon esempio.

Ancora più recentemente (2019) l’associazione Royal College of Pediatrics and Child Health (RCPCH) ha sottolineato come gli studi relativi all’impatto delle nuove tecnologie sul benessere dei bambini siano in realtà ancora limitati, invitando ogni famiglia a trovare un suo consapevole limite. Secondo i pediatri britannici la domanda che deve guidare ogni genitore è “il tempo dedicato alla multimedialità è primario o secondario rispetto alle altre attività?”. Se stare davanti agli schermi toglie tempo alle amicizie, allo sport, al sonno, allora è necessario porre limiti più stringenti. Ad RCPHC fanno eco altri professionisti nell’evidenziare i limiti della ricerca attuale, sottolineando inoltre l’importanza di bilanciare tra la necessità di regole e l’importanza di non limitare le possibilità dei bambini di seguire i loro interessi.

Diverse visioni si uniscono tuttavia nel condividere la necessità di accompagnare le nuove generazioni in un mondo sempre più digitale e sul ruolo fondamentale dei genitori in questo percorso, che deve essere il più positivo e sicuro possibile.

Gli operatori sanitari e socio-sanitari che incontrano le famiglie hanno un ruolo fondamentale e dispongono di opportunità particolari per incoraggiare i comportamenti che promuovono competenze e salute nei bambini. È quindi bene che forniscano indicazioni e consigli ai genitori (es. durante le visite di controllo, i bilanci di salute e gli appuntamenti vaccinali) su come e quando leggere ai bambini. Dovrebbero inoltre offrire materiale informativo scritto e, dove possibile, un libro adatto all’età del bambino (o, in alternativa, consigli sui titoli e le pubblicazioni più adatte). É importante cercare la collaborazione con biblioteche, nidi e scuole per l’infanzia e con eventuali altre attività di promozione alla lettura organizzate localmente.
Se per un bambino la lingua materna e quella del Paese che ospita non coincidono, esporlo ad entrambe rafforza il suo senso di identità ed aumenta la sua autostima. È importante che l’esposizione del bambino ad una certa lingua avvenga da parte di qualcuno che ne ha padronanza. Un genitore straniero può iniziare il rapporto di lettura con il proprio bambino nella propria lingua madre, che è quella con la quale riesce a trasferire maggiormente le sfumature emotive e linguistiche.
Il tempo dedicato alla lettura può essere anche poco, ma dovrebbe essere costante. È importante utilizzare dei tempi dedicati, esclusivi (es. prima del sonnellino o della nanna, dopo i pasti), preoccupandosi di evitare possibili distrazioni e disturbi, come telefono e televisione, ma anche approfittare di momenti di attesa (es.durante un viaggio, dal medico). La lettura può essere inoltre un conforto al bambino, per esempio se si ammala.

 

La cosa migliore è scegliere i momenti in cui il bimbo è più attivo, recettivo, motivato, ma anche quelli in cui i genitori sono più disponibili e tranquilli: deve essere un piacere reciproco. È bene accogliere la richiesta di lettura del bambino, ma anche rispettare le sue esigenze se sceglie altre attività e non insistere se si agita o è inquieto.

Per condividere il piacere della lettura con il bambino non è necessario essere lettori esperti, è sufficiente farsi guidare da lui e seguire alcuni semplici accorgimenti.

 

Per prima cosa, scegliere un luogo confortevole dove sedersi. Si può iniziare con il recitare o cantare filastrocche. Si consiglia di tenere in mano il libro in modo che il bambino possa vedere le pagine chiaramente e fargli indicare le figure, ripetendo le parole di uso comune. È bene leggere con partecipazione, creare le voci dei personaggi, riprodurre i suoni, usare gli sguardi e la mimica; variare il ritmo di lettura (più lento o più veloce); fargli domande (es. cosa pensi che succederà adesso?). Più avanti, il momento della lettura potrà essere un momento per parlare e rispondere alle sue domande.

Il bambino può scegliere il libro da leggere, ed andrebbe assecondato anche se chiede di rileggere sempre gli stessi. Sarà inoltre utile mettere a disposizione del bambino quanti più libri possibile. È una buona idea lasciare nella sua cameretta o nella libreria un ripiano raggiungibile per i suoi libri e prendere l’abitudine di frequentare insieme la biblioteca.

I libri devono essere adatti all’età del bambino.

 

È bene ricordare che il bambino ama sentire la voce dei genitori anche nel periodo prenatale. Filastrocche, ninne-nanne e canzoni possono essere proposte fin da allora. In generale, l’utilizzo del racconto o della filastrocca può essere utile anche più avanti, anche per facilitare lo sviluppo di attività più interattive di ascolto.

I primi libri proposti dai 6 mesi di vita devono essere cartonati, resistenti, atossici, con pagine grosse, colori vivaci ed immagini semplici e chiare, una per pagina, raffiguranti oggetti familiari o bambini.

A 12 mesi il bambino tiene il libro in mano se aiutato e gira le pagine. Le figure preferite riguardano ora azioni familiari (es. mangiare, dormire, giocare) e piccoli animali.

Dopo l’anno di vita è bene proporre ancora libri con immagini singole, con colori forti e poche parole ad indicare le figure; solitamente piacciono i libri che parlano di animali, di bambini, delle cose di ogni giorno, con frasi brevi e semplici.

A 24 mesi il bambino può iniziare a fingere di leggere lui, inventando; gli piace identificarsi con i personaggi, sono adatte le protostorie con un breve commento alle figure.

A 30 mesi ama le storie di bambini della sua età, di momenti di vita comune, di amicizia, di fratelli o sorelle, ma apprezza anche libri fantastici, avventurosi e fiabe tradizionali.

Vi sono studi crescenti che dimostrano l’impatto benefico della musica sulla crescita e salute dei bambini. Inoltre, condividere l’esperienza musicale rafforza i legami affettivi e la relazione genitore-figlio.

 

Fin dal terzo trimestre di gravidanza, quando il bambino inizia a percepire suoni e rumori, la mamma può iniziare a cantare e ad ascoltare musica per lui: le melodie hanno un effetto sullo sviluppo del cervello del bambino già durante la gestazione, ed egli, una volta nato, risconoscerà quelle ascoltate più spesso. I neonati sono predisposti a percepire aspetti anche sottili degli stimoli musicali, e pare che i primi passi del linguaggio siano basati sulla percezione della melodia della lingua. Uno dei primi messaggi che riceve il neonato, al tempo stesso gestuale e verbale, ma ancor prima timbrico, ritmato e melodico, è la ninna nanna, in tutti i popoli.

Il Progetto Nati Per la Musica si propone di sostenere attività che mirino ad accostare precocemente il bambino al mondo dei suoni.

Dal Pediatra o presso la biblioteca è possibile trovare consigli per scegliere il libro più adatto. Anche le librerie rappresentano un luogo in cui le famiglie possono entrare in contatto con l'editoria per l'infanzia e i benefici che la lettura ha sullo sviluppo dei bambini e sul benessere familiare. Un operatore del settore opportunamente informato sui benefici della lettura in famiglia può essere un ponte con le famiglie che arricchisce e consolida il circuito virtuoso creato sul territorio.
 

Approfondimenti

 

Lo spot "Nati per leggere" (2013), pubblicità progresso realizzata dal Centro Sperimentale di Cinematografia (scuola nazionale di cinema della Lombardia).

Media devices in pre-school children: the recommendations of the Italian pediatric society (2018), Bozzola E, Spina G, Ruggiero M, Memo L, Agostiniani R, Bozzola M, Corsello G, Villani A., Italian Journal of Pediatrics; 44:69.

NPL - Strumenti per i pediatri delle cure primarie (2011). Inserto di “Medico e Bambino” con materiale formativo per i pediatri. E’ costituito da una prima parte contenente una breve sintesi del razionale del progetto e da altre parti che forniscono indicazioni e strumenti pratici su come dare attuazione al progetto nel proprio ambulatorio e nella propria pratica clinica.

Come leggere con i bambini (2007), a cura del Centro per la salute del bambino di Trieste, Quaderni Acp - 14/1.

Lettura precoce ad alta voce (2011), servizio televisivo a cura della trasmissione "Salute" della Ulss 20 di Verona.

La promozione della lettura in famiglia nel contesto del sostegno alla genitorialità (2007), a cura di Pasquale Causa, pediatra di famiglia Acp Campania, Quaderni Acp - 14/4.

Il Patto per la Lettura 2016

"Da un'idea alle buone pratiche" (3/12/2008, Verona), materiali del convegno promosso dal coordinamento regionale "Nati per leggere in Veneto", Associazione Italiana Biblioteche, Acp e Centro per la salute del bambino di Trieste.

Nati per leggere in Veneto.

Nati per Leggere, progetto promosso dall'alleanza tra bibliotecari e pediatri attraverso le associazioni: Associazione culturale pediatri (Acp), Associazione italiana biblioteche (Aib) e Centro per la salute del bambino onlus (Csb).

Nati per la Musica Il progetto ha lo scopo di approfondire il significato del proporre la musica in maniera non occasionale fin dai primi mesi di vita e, attraverso i pediatri, di sensibilizzare le famiglie sui vantaggi che questa pratica comporta.

Leggere per crescere Sito web del progetto "Leggere per crescere" che ha come obiettivi motivare le famiglie a raccontare e leggere ad alta voce ai bambini da 6 mesi a 6 anni, sensibilizzare le istituzioni competenti affichè accettino e introducano i principi informatori del progetto nelle loro politiche di sostegno delle strutture dedicate all'infanzia e formare gli operatori sull'importanza della lettura ad alta voce.

Pagina Facebook Nati Per Leggere.

Ultimo aggiornamento: 07/12/2020
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