Regione Veneto
Seguiteci su
Home > Le 8 azioni > Proteggetelo con le vaccinazioni

Proteggetelo con le vaccinazioni

categorie: 8 azioni 
 
Le vaccinazioni sono il gesto più efficace, semplice e sicuro per proteggere il bambino contro malattie che possono essere causa di gravi complicazioni o per le quali non esiste una terapia efficace. I vaccini agiscono stimolando una risposta immunitaria  e creano una difesa duratura ed efficace dall'infezione.

Le vaccinazioni sono tra gli interventi di maggiore efficacia per la prevenzione primaria delle malattie infettive e devono essere considerate altamente prioritarie per la salute di tutti. I vaccini oggi disponibili sono sicuri, grazie ai progressi della ricerca medica ed alla complessa serie di controlli di qualità a cui vengono costantemente sottoposti. Oggi i bambini ricevono più vaccinazioni, perché, rispetto al passato, siamo in grado di proteggerli per più malattie gravi o a rischio di complicazioni; non vaccinare il proprio bambino o rinviare la vaccinazione significa esporlo al rischio di ammalarsi.
La presenza di molti bambini vaccinati e perciò immuni interrompe inoltre la catena di trasmissione dell'infezione, riducendo le possibilità che i bambini che non possono essere vaccinati vengano in contatto con gli agenti patogeni.
I vantaggi derivanti dalla vaccinazione sono enormi rispetto agli effetti collaterali, possibili come in tutti i farmaci, ma in genere molto modesti.
 

Lo sapevi?

 
Per i vaccini si pretende uno standard, in termini di sicurezza, più elevato rispetto ad altri farmaci, dal momento che vengono somministrati a milioni di soggetti sani (in particolare bambini). Essi sono quindi prodotti con tecnologie che ne permettono un’ottimale purificazione. Inoltre, prima e dopo essere messi in commercio, vengono sottoposti a numerosissimi studi, ricerche e controlli per valutarne efficacia, sicurezza ed impatto sulla popolazione, ed ogni volta che emerge l’ipotesi relativa ad un effetto collaterale rilevante, inizia una verifica attraverso rigorosi studi epidemiologici.

 

Per tutte queste ragioni, i vaccini sono tra i farmaci più sicuri che abbiamo a disposizione, nonché una delle più efficaci e potenti strategie di prevenzione.

Il Programma di vaccinazioni promosso dall'OMS, che offre a tutti i bambini del mondo la possibilità di essere vaccinati contro 6 malattie (difterite, poliomielite, tetano, pertosse, morbillo, epatite virale B e, nelle zone interessate da questa malattia, febbre gialla), permette di evitare ogni anno almeno 4 milioni di decessi e 400.000 casi di poliomielite nei bambini sotto i 5 anni.

I vaccini sono costituiti da diversi tipi di sostanze. Prima di tutto dal principio attivo, cioè agenti infettivi uccisi o attenutati, alcuni loro antigeni o infine sostanze prodotte da alcuni microorganismi, adeguatamente trattate in laboratorio per perdere la tossicità (es. il tossoide tetanico), lasciando integra la capacità di indurre una risposta immunitaria. Generalmente, i vaccini contengono anche acqua sterile o soluzione fisiologica a base salina, oltre a tre tipi di additivi: adiuvanti, stabilizzanti e conservanti.
Nessuno studio ha mai dimostrato che gli additivi alle dosi contenute nei vaccini determinino problemi di tossicità.

 

Questi additivi possono essere gli adiuvanti, gli stabilizzanti e i conservanti. Gli adiuvanti (es. alluminio) potenziano la capacità del vaccino di fornire una risposta immunitaria, ovvero la stimolano e la rendono duratura; gli stabilizzanti (es. gelatina) fanno sì che il vaccino mantenga la sua composizione chimica, anche se cambiano le condizioni ambientali (es. temperatura); i conservanti (es. antibiotici) impediscono la crescita di germi nel preparato.

Il thiomersal è un composto a base di etil-mercurio, la cui sicurezza è stata confermata da ampi studi epidemiologici, ripresi in dichiarazioni dell’OMS. L’etil-mercurio è un composto differente dal metil-mercurio, assunto prevalentemente per via alimentare ed oggetto di controllo da parte delle autorità perché non superi valori tossici negli alimenti.

 

Purtroppo, alla fine degli anni ’90 un’indicazione delle autorità rispetto al metil-mercurio ha generato equivoci e conseguenti allarmi, che hanno portato le case farmaceutiche ad eliminare il thiomersal dai vaccini pediatrici. Il caso del thiomersal è un esempio di informazione errata e allarmistica, che ha inciso su scelte di salute pubblica.

I sali di alluminio sono adiuvanti, presenti in quasi tutti i vaccini (eccetto l’antipolio, l’anti emofilo e l’anti morbillo-parotite-rosolia) per potenziarne l’efficacia, stimolando e rendendo duratura la risposta immunitaria. Il contenuto di alluminio nei vaccini varia, a seconda del prodotto, da 0,25 a 2,5 mg.

 

L’OMS (1997) ha affermato che nella popolazione generale non esiste alcun rischio sanitario in relazione all’assunzione di alluminio con i farmaci e con l’alimentazione (ogni giorno ingeriamo con il cibo 5-20 mg di alluminio, che è contenuto soprattutto nei vegetali).

La formaldeide è utilizzata come agente inattivante o conservante ed è contenuta, in minime quantità (<1 mg), in alcuni vaccini inattivati. È stata accusata di essere poco sicura e di causare mutazioni genetiche.

 

Tuttavia, ogni giorno tutti noi respiriamo ed ingeriamo con i cibi una certa dose di formaldeide, ed addirittura il nostro organismo ne produce naturalmente piccole quantità con il normale metabolismo. Un bambino vaccinato con un prodotto contenente formaldeide riceve al massimo 0,1-0,2 mg, mentre nel suo sangue è già naturalmente presente una quantità 5-10 volte maggiore (1 mg).

Quando viene contratta un’infezione, il corpo risponde producendo anticorpi specifici che la combattono ed aiutano la guarigione. Per fare ciò, il sistema immunitario attiva un meccanismo chiamato “memoria immunitaria”, che gli permette di riconoscere l’agente infettivo per molto tempo, a volte per tutta la vita, in modo da essere in grado di difendersi quando lo incontrerà di nuovo. Ciò accade anche nella vita quotidiana, quando l’organismo si difende dai migliaia di virus e batteri presenti ovunque nell'ambiente.
I vaccini proteggono da malattie infettive molto pericolose: che non possono essere trattate (poliomielite, epatite B, varicella) o non sempre efficacemente (difterite, tetano, meningite da emofilo, da meningococco, malattie invasive da pneumococco), che possono causare gravi complicazioni (morbillo, pertosse, rosolia).
La vaccinazione protegge il singolo individuo dalla malattia, ma agisce anche a livello collettivo. Si parla di “herd immunity”, “immunità di gregge” o “immunità collettiva” quando la presenza di un numero sufficiente di persone immuni ad un’infezione in un gruppo permette di evitarne la diffusione al suo interno.

 

Per giovare di essa, è necessario che venga raggiunto un “tasso critico di copertura vaccinale”, quindi una certa percentuale di persone vaccinate. Questa percentuale deve essere più alta tanto più è elevato il “tasso di riproduzione” della malattia, che ne definisce la contagiosità attraverso il numero di soggetti sani che possono essere contagiati da un soggetto malato. L’immunità di gregge permette di difendere da malattie prevenibili e contagiose anche le persone non vaccinate, non ancora vaccinate e che non possono essere vaccinate perché affette da alcune patologie (es. gravi deficit del sistema immunitario).

È importante che i bambini vengano vaccinati rispettando le tempistiche previste dal calendario vaccinale, in modo da proteggerli quando sono più vulnerabili. Il lattante è vaccinabile dal 61° giorno, quando il suo sistema immunitario è pienamente in grado di rispondere alla vaccinazione. I vaccini somministrati nei bambini piccoli (2-4 mesi) sono efficaci e sicuri.

 

Ritardare l’inizio delle vaccinazioni prolunga il tempo in cui il bambino è suscettibile alle infezioni, in un periodo come i primi mesi di vita in cui alcune malattie sono molto più pericolose, e talvolta il prezzo da pagare è alto. Ad esempio, la pertosse nei primi mesi di vita è molto pericolosa, in quanto si manifesta con crisi di apnea. Il rischio di ospedalizzazione è 10 volte più alto nei bambini mai vaccinati contro la pertosse rispetto ai bambini parzialmente o completamente vaccinati.

Durante gli ultimi tre mesi di gravidanza, la mamma passa i suoi anticorpi al bambino attraverso la placenta: perciò un bambino prematuro riceve meno anticorpi ed ha un sistema immunitario meno maturo, esponendolo ad un maggiore rischio di infezioni.

 

I bambini nati prematuri devono quindi essere vaccinati utilizzando lo stesso calendario vaccinale e le stesse precauzioni dei bambini nati a termine, calcolando l’età dal momento della nascita e non tenendo in considerazione il peso o la dimensione alla nascita. Questi ultimi infatti non sono fattori che possano far decidere di rimandare la vaccinazione di routine in un prematuro clinicamente stabile. Deve essere utilizzata l’intera dose raccomandata di ogni vaccino e dosi ridotte o dimezzate non sono consigliabili. Anzi, proprio perché maggiormente a rischio di infezioni, ai prematuri si consigliano 4 dosi di pneumococco.

Vi è l’opinione che più vaccini somministrati insieme sovraccarichino il sistema immunitario, indebolendolo. Se davvero i vaccini indebolissero o compromettessero il sistema immunitario, ci si aspetterebbe una minore risposta immunitaria (sotto forma di una minor quantità di anticorpi prodotti) in seguito alla somministrazione di più vaccini contemporaneamente, rispetto alla somministrazione di un vaccino per volta. Invece gli studi clinici dimostrano che non è così.

 

La somministrazione contemporanea di più vaccini si associa solo ad un aumento di lievi reazioni locali (es. gonfiore, arrossamento, dolore nella sede di somministrazione) e generali (es. febbre), ampiamente controbilanciato dalla riduzione delle iniezioni e dello stress per il bambino e per i genitori.

Il neonato, anche molto piccolo, ha la capacità di rispondere agli antigeni, poiché l’ha sviluppata ancor prima di nascere: già dalla 14° settimana di gestazione sono presenti le cellule B e T. Tale capacità non viene tuttavia utilizzata fino al momento della nascita e nelle prime ore di vita, quando il neonato viene a contatto con più di 400 specie diverse di batteri, ognuna delle quali ha dai 3.000 ai 6.000 differenti antigeni. Ne consegue che un neonato è esposto da subito a circa un milione di antigeni, estremamente di più di quelli contenuti nei vaccini. É stato calcolato che la somministrazione di 11 vaccinazioni pediatrici impegna mediamente solo lo 0,1% del sistema immunitario del bambino.

 

Da considerare inoltre che, sebbene i vaccini proposti aumentino negli anni, essi contengono sempre meno antigeni grazie al progresso sanitario.

La probabilità che la SIDS accada in prossimità di una vaccinazione è alta, poiché la maggior parte dei vaccini vengono somministrati fra il secondo e il dodicesimo mese di vita, periodo in cui la sindrome stessa si presenta. Tuttavia, non esiste alcuna associazione causa-effetto fra vaccini e SIDS, nemmeno per la vaccinazione difterite-tetano-pertosse, che negli anni è stata maggiormente sospettata. Anzi, un ampio studio condotto in Germania evidenzia un maggior rischio di SIDS nei bambini non sottoposti a vaccinazione o sottoposti ad essa tardivamente, risultato confermato successivamente.
Ribadito che i vaccini sono tra i farmaci più sicuri che abbiamo a disposizione essi, come tutti i farmaci, hanno possibili effetti collaterali, solitamente molto lievi (dolore, rossore e gonfiore nella zona di iniezione, irritabilità, rialzo febbrile.

 

Va sottolineato che non tutto ciò che accade dopo breve tempo da una vaccinazione è causato da essa, anche se di fronte alla necessità di trovare un “colpevole” per un evento grave si può essere portati a pensarlo. Solo nel caso in cui vi sia documentata correlazione causa-effetto tra il vaccino ed un evento avverso, è corretto parlare di reazione avversa. Nel 2018, solo 3 segnalazioni gravi ogni 100.000 dosi somministrate sono risultate correlabili ad un vaccino. Le reazioni avverse gravi sono quindi estremamente rare, ma spesso un’enorme risonanza e vengono sovrastimate, con la conseguenza di dimenticare l’elevatissimo numero di malattie, complicazioni, morti prevenute con le vaccinazioni.

In tutti i casi, il rischio di subire le complicazioni derivanti dalla malattia è enormemente più elevato di quello di avere effetti collaterali legati ai vaccini somministrati.

Possibili reazioni gravi sono convulsioni, reazioni allergiche, piastrinopenia.

Le convulsioni sono state segnalate in particolare dopo la somministrazione del vaccino contro la pertosse, anche se con il nuovo vaccino acellulare questo rischio si è fortemente ed ulteriormente ridotto. Inoltre, sia la pertosse che il morbillo sono causa di convulsioni con una frequenza enormemente superiore a quella dei vaccini, ed entrambe le malattie possono provocare danni neurologici gravi e permanenti.

Le reazioni allergiche gravi, rare, fino all’ancor più raro shock anafilattico, insorgono nei bambini piccoli poco tempo dopo la vaccinazione, con problemi respiratori (broncospasmo ed edema della laringe), circolatori (ipotensione e tachicardia), vomito e diarrea. È proprio per fronteggiare adeguatamente queste reazioni che si invita il genitore, dopo la vaccinazione, a rimanere tra i 15 e i 30 minuti nella sala d’attesa dell’ambulatorio vaccinale, attrezzato per il loro trattamento.

La diminuzione delle piastrine (piastrinopenia) è una rarissima complicanza che si può verificare in seguito alla vaccinazione MPR (morbillo, parotite e rosolia): essa ha comunque una frequenza 10 volte maggiore in caso di malattia.

La letteratura scientifica ha ampiamente dimostrato che i vaccini non provocano autismo, diabete, malattie autoimmuni. Non possono inoltre provocare reazioni avverse dopo molto tempo dalla somministrazione.

Si raccomanda di avvisare sempre il pediatra o il servizio vaccinale in caso di sospetta reazione avversa, per il trattamento e l’eventuale segnalazione della stessa. Il personale addetto ha infatti il compito di trasmettere tutti gli eventi segnalati alla rete di farmacovigilanza dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), per consentirne l’approfondimento e la correlazione con le componenti dei vaccini somministrate.

Prima di eseguire la vaccinazione, il personale procede all’anamnesi prevaccinale, per identificare le situazioni che controindicano (in modo temporaneo o permanente) la somministrazione di un vaccino, o che richiedono particolare prudenza.

 

Si tratta di semplici domande sullo stato di salute, attuale e pregresso, del bambino e della sua famiglia. In particolare: il bambino ha o ha sofferto di malattie importanti? Ha avuto convulsioni (in presenza o meno di febbre)? Assume farmaci o terapia che possono interferire con la risposta immunitaria (es. cortisonici, farmaci antitumorali, terapie radianti, trasfusioni di sangue)? In passato ha avuto reazioni allergiche ad alimenti, farmaci, vaccini, e di che tipo? È stato sottoposto ad esami, visite specialistiche, eventuali ricoveri? Il personale chiederà la documentazione sanitaria e, se riterrà opportuno, si consulterà con il pediatra che ha in cura il bambino.

Negli incontri successivi, inviterà a riferire se dopo la vaccinazione il bambino ha manifestato disturbi, valutando se possono essere stati causati dal vaccino stesso e se possono rappresentare una controindicazione alla continuazione del ciclo vaccinale.

L’anamesi prevaccinale è l’unico strumento per vaccinare in massima sicurezza, ed è cosa ben diversa da esami di laboratorio o altri accertamenti diagnostici che dovrebbero stabilire se un bambino presenterà gravi effetti collaterali dopo la vaccinazione (che si ricorda essere eventi estremamente rari), la cui validità non è dimostrata da evidenze scientifiche.
Non è necessario sottoporre il bambino a visita medica, misurazione della febbre o altri accertamenti prima di ogni vaccinazione; si può procedere tranquillamente sia se il bambino sta bene, sia se presenta patologie minori, come un semplice raffreddore. Se invece presenta sintomi come malessere e febbre, starà al personale del servizio vaccinale la valutazione sulla necessità di rinviare o meno l’appuntamento.
Il tetano è una malattia causata da una tossina che cresce nella sede di una ferita, che può essere anche non evidente. Si caratterizza da contrazioni muscolari dolorose e spasmi. Anche se il tetano si è ridotto notevolmente in Italia a partire dalla sua introduzione come vaccinazione obbligatoria nel 1963 si segnalano ancora alcune decine di casi l’anno e la letalità è alta soprattutto nei bambini e negli anziani.

 

Tra i bambini i casi di tetano sono rarissimi, proprio perché vaccinati, ma sempre possibili. È importante che tutti siano vaccinati perché il tetano non può essere trasmesso direttamente da persona a persona e quindi non esiste il beneficio dell’“immunità collettiva”.

La poliomielite è una malattia infettiva grave, che può essere causata da tre tipi di polio-virus e contagiata per via oro-fecale (ingestione di acqua o alimenti contaminati oppure contatto con la saliva di soggetti ammalati o portatori sani). Si manifesta inizialmente con febbre, stanchezza, vomito, irrigidimento del collo, dolori agli arti. Colpisce i neuroni motori del midollo spinale (causando paralisi di diversa gravità) e, nei casi più gravi, i muscoli implicati nella respirazione, portando a decesso il paziente se non assistito meccanicamente.

 

Nel 2002 la Regione Europea dell’OMS è stata dichiarata polio free, ma finché la polio è presente anche in un’unica area del mondo, resta il rischio di importazione del virus. Perciò è necessario continuare a vaccinare, fino all’eradicazione completa .

 
 

Approfondimenti

 

Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale PNPV 2017-2019, Ministero della Salute.

Guida delle controindicazioni alle vaccinazioni (febbraio 2018), a cura di Gallo G, Mel R, Ros E, Filia A., allegato al parere del Consiglio Superiore di Sanità del 23 marzo 2018.

#IoVaccino, Guida intergalattica per genitori dubbiosi (2015),Epicentro.

“Vaccinazioni, stato dell’arte, falsi miti e prospettive. Il ruolo chiave della prevenzione” (2017) Quaderni del Ministero della Salute.

XX relazione sull’attività del “Canale Verde”, dati relativi al 2016 (2016), Opri R, Moretti U, Zanoni G.

Vaccinazioni pediatriche: le domande difficili (2015), F. Giovanetti. Una nuova edizione del fascicolo dell'ASL Cuneo 2 della regione Piemonte.

"La scelta di vaccinare: uno sguardo dal ponte" (2014), articolo pubblicato nella sezione "Vaccinacipì" per la ricerca di "Genitoripiù" sui determinanti della scelta vaccinale da L. Speri, L. Simeoni, M. Brunelli, M. Valsecchi, P. Campara (Quaderni Acp - 21-05).

Le vaccinazioni: le risposte alle domande più frequenti dei genitori (2012), a cura di Dott. G. Dall'Ara e Giovanetti (Asl Piemonte)

La comunicazione per la qualità e l’efficacia delle strategie vaccinali (2014), sezione di approfondimento sulla comunicazione in ambito vaccinale su Epicentro.

Lo spot per la promozione delle vaccinazioni dell'Ulss 7 di Pieve di Soligo (TV).

Vaccini pediatrici e sistema immunitario (2013) Articolo pubblicato su Quaderni Acp .

Prevenire, proteggere, vaccinare (2013), materiali pubblicati su EpiCentro in occasione della settimana europea e mondiale delle vaccinazioni.

Rosolia, perchè rischiare? (2013), campagna della Regione Emilia – Romagna di vaccinazione gratuita contro la rosolia rivolte alle donne in età fertile (opuscoli in lingua: italiano, albanese, arabo, cinese, francese, inglese, portoghese, rumeno, russo, spagnolo).

Il vaccino Mpr e l'autismo: no evidence (2012), articolo pubblicato su Quaderni Acp.

VaccinarSi, portale di informazione medica e scientifica sulle vaccinazioni a cura della Società italiana di igiene (Siti).

Le vaccinazioni nell’infanzia, Sito della Regione Veneto.

Io Vaccino, Associazione di promozione sociale per la tutela della Salute attraverso la prevenzione.

Progetto Bfree per la consapevolezza sulle meningiti. Bfree è un Progetto FIMP - Federazione Italiana medici Pediatri per aumentare la consapevolezza sulle Meningiti ed offrire uno spazio per permettere alle famiglie di condividere pensieri ed idee sulla maternità.

Area di approfondimento sui vaccini e le relative malattie sul sito "Quaderni ACP" dell'Associazione Culturale Pediatri (ACP).

FAQ Vaccini, calendario vaccinale ed epidemiologia delle malattie, Regione del Veneto.

Società Italiana di Pediatria , portale dedicato ai vaccini con informazione medica e scientifica.

Morbillo , Pagine di Epicentro dedicate all'argomento.

Liberi dalla Meningite - Comitato nazionale contro la meningite. Il primo gruppo in Italia impegnato nel rappresentare bisogni e diritti delle persone colpite da meningite e delle loro famiglie, fondato da genitori che hanno perso i propri bambini a causa della meningite.

Adulti&Vaccinati , blog e spazio discussione sui Vaccini.

 
Ultimo aggiornamento: 07/12/2020
Condividi questa pagina: